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Ristorazione la crisi come occasione

Dall’indagine FIPE emerge un quadro che conferma l’estrema difficoltà della ristorazione italiana, ma lascia intravedere uno spiraglio per trasformare la crisi in un’occasione. 

È difficile ma ci si può ancora aggrappare a questa speranza e lavorare per trovare nuovi spunti, nuove idee, per trasformare la crisi in una benedizione come sosteneva Einstein. 

Articolo di Roberta Adinolfi

Il settore della ristorazione è stato uno dei più ferocemente colpiti da questi ultimi due anni di pandemia, e adesso che le imprese sopravvissute iniziano ad intravedere la luce in fondo al tunnel, ecco che il caro bollette e il rialzo dei costi delle materie prime conseguenti alla guerra in Ucraina, rischiano di abbattere l’umore e le speranze dei ristoratori. Il 2021 era stato paventato come l’anno della ripartenza ma dai dati dell’indagine FIPE emerge che soltanto il 16% delle imprese ha avuto un incremento rispetto al 2019, e comunque mai superiore al 10%. Il dato elaborato riporta che gli Italiani nel 2021 hanno speso 24 miliardi in meno del 2019 nella ristorazione ovvero il 27% in meno. Molte imprese non sono riuscite a reggere il colpo e in totale 194 mila posti di lavoro in questo campo sono scomparsi. 

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Predizioni per il 2022

Il quadro attuale della situazione dunque non è certo dei migliori; in questo contesto dall’indagine FIPE emergono percentuali che ancora sono preoccupanti per il futuro imminente: il 57,5% dei pubblici esercizi prevede un aumento dei ricavi nel 2022. Circa il 20% non prevede cambiamenti rilevanti di fatturato, il 10% prevede un’inflessione negativa, mentre il 2% circa teme di chiudere l’attività. La vera inversione di rotta però avverrà nel 2023. 

Il Covid ce lo stiamo finalmente lasciando alle spalle ma la guerra in Ucraina sta invece causando ancora molte criticità alle imprese già indebolite: l’aumento dei costi di gestione e delle materie prime, la riduzione della spesa pro capite, e la mancanza di liquidità delle imprese sono le principali. 

“Serve una vera politica di settore” sostiene il presidente della FIPE Stoppani, ma in attesa che un reale piano di ripresa, fatto di aiuti e sostegno ai pubblici esercizi arrivi dal governo, cosa può fare un ristoratore per restare a galla? 

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La crisi come occasione

Dopo due anni in Italia stiamo abbattendo tutte le restrizioni. Possiamo approfittare di questo “ritorno alla normalità”? Possiamo gioirne insieme ai nostri clienti, che nonostante tutte le difficoltà che ancora li affliggono, vogliono concedersi una pausa, un sorriso, una serata di festa? Come fare per attirarli e fidelizzarli? La risposta è rinnovandosi! Come? 

• Profilo social del locale: sicuramente uno dei principali metodi è il mondo dei social, che permettono oggi, a differenza di ieri, di promuoversi in modo totalmente gratuito! Aumentando esponenzialmente il buon vecchio passa parola. Sfruttiamo Internet come una grande risorsa gratuita, promuoviamo il nostro locale, i nostri piatti, creiamo degli eventi speciali per richiamare la clientela. 

• Delivery: gli esercizi che hanno superato questo periodo lo hanno fatto soprattutto grazie al delivery! Se non lo abbiamo ancora fatto, possiamo ancora sfruttare quest’onda, e affidarci alle grandi app per ordinare il cibo d’asporto, oppure organizzarci per farlo senza questo filtro e le conseguenti spese ma fidelizzando direttamente il cliente. 

• Menù: Rinnoviamo il nostro menù, nella sostanza e nella forma! Comunichiamo ai nostri clienti che abbiamo lavorato con entusiasmo e ottimismo per loro, investendo la nostra creatività per accoglierli nuovamente con qualcosa di nuovo, con delle sorprese. 

• Ristrutturazione: allo stesso modo possiamo pensare di rinnovare il nostro locale, misurando bene gli investimenti, a volte basta davvero poco: una nuova insegna più accattivante, una parete di un colore più vivace, stampe e immagini che raccontino qualcosa di noi e che rendano il nostro locale un posto moderno e accogliente. 

• Strategie: cerchiamo di non essere passivi, di non subire senza almeno aver provato a riflettere su nuove strategie, nuove formule per ottimizzare le risorse, migliorare l’organizzazione del servizio, minimizzare gli sprechi. 

Insomma non facciamoci abbattere e impegniamoci, per quanto ci è possibile, ad interpretare quello che è un famoso pensiero di Einstein che tutti conosciamo ma che è bene rileggere: 

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere “superato”. 

Per maggiori informazioni consulta il link IMPRENDIGREEN

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